"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

in fieri | numeri in preparazione

 
engramma 239 | settembre 2026 | Mnemosyne Atlas, a Project, an Object

a cura di Monica Centanni e Giulia Zanon

Engramma 241 è dedicato all’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg come oggetto – nella stagione della sua nuova fortuna, dagli anni Novanta, nella sua stagione di nuova fortuna in varie mostre ed esposizioni. Engramma 241 è dedicato all’Atlante Mnemosyne come progetto – machine à penser, modello epistemologico e filosofico, testo metodologico di riferimento per lo studio della psicostoria della tradizione classica.
Engramma 241 ruota intorno alla presentazione di un esito significativo delle ricerche sul Bilderatlas che il Seminario Mnemosyne coltiva e che Engramma pubblica fin dai suoi primi numeri: la pubblicazione, per i tipi di Carocci nei primi mesi del 2026, della prima edizione commentata dell’Atlante Mnemosyne, a cura di Maurizio Ghelardi e di Monica Centanni.
Gli studiosi che lavorano all’analisi dell’Atlante Mnemosyne, al suo metodo e alla sua eredità viva per le discipline umanistiche, artistiche, curatoriali, sono invitati a proporre un loro contributo (ITA, ENG, DE, FR, ES)

Engramma 241 is devoted to Aby Warburg’s Mnemosyne Atlas as an object – in the season of its renewed fortune, from the 1990s onwards, in the context of various exhibitions and displays. Engramma 241 is also devoted to the Mnemosyne Atlas as a project – a machine à penser, an epistemological and philosophical model, a methodological reference text for the study of the psychohistory of the Classical tradition.
Engramma 241 centres on the presentation of a significant outcome of the research on the Bilderatlas pursued by the Seminario Mnemosyne and published in Engramma since its earliest issues: the publication, by Carocci in the early months of 2026, of the first annotated edition of the Mnemosyne Atlas, edited by Maurizio Ghelardi and Monica Centanni.
Scholars working on the analysis of the Mnemosyne Atlas, on its method, and on its living legacy for the humanities, the arts, and curatorial practices are invited to submit a contribution (ITA, ENG, DE, FR, ES).

abstract submission deadline | 15 February 2026
(to be send to centanni@iuav.it and gzanon@iuav.it)
contributions submission deadline | 15 April 2026
submissions may be in English, Italian, Spanish, German or French
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori 
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author

engramma 240 | ottobre 2026 | Letteratura artistica (titolo provvisorio)

a cura di Fabrizio Lollini, Angelo Maria Monaco, Giulia Zanon

Nel solco della riflessione inaugurata da Julius von Schlosser sulla Kunstliteratur – intesa come il vasto campo di indagine di scrittura sull’arte, comprendente fonti, descrizioni, traduzioni, riscritture, rimediazioni – con questo numero di Engramma si intende interrogare la nozione di “traduzione” come principio euristico per ripensare, oggi, lo studio dell’opera artistica. Traduzione sia dunque la chiave interpretativa per i problemi di ricezione, di critica, di tecnica artistica, di pratica curatoriale e performativa. Nella consapevolezza dello scarto che essa ineluttabilmente implica – il tradimento che s’annida nel suo nome – la traduzione non sia uno strumento per mettere in forma istanze di omologazione, tanto meno esclusivamente linguistica, ma il grimaldello per aprire varchi di indagine metodologica, operazioni costitutivamente instabili, attraverso le quali le opere d’arte si offrano a letture differenziate, generate dalla loro frizione con tempi, linguaggi, sguardi, contesti culturali e orizzonti critici diversi.

Alcuni possibili assi tematici:
• Tradurre la storia dell’arte | problemi di lessico, di stile, di anacronismo e trasferibilità del concetto;
• Traduzione come processo tecnico | la trasposizione delle opere da una tecnica all’altra come dispositivo di traduzione 
• Traduzione come translatio e come deductio | il passaggio da un luogo all’altro come ridefinizione di senso – collezioni, musei, pratiche curatoriali;
• Traduzione come atto performativo e poietico | riadattamento, riscrittura, messa in scena, riattivazione e negazione della tradizione.

Studiosi, provenienti da diversi ambiti disciplinari e impegnati nella riflessione sulla letteratura artistica e sulla storia dell’arte lato sensu, sono invitati a presentare contributi originali che si confrontino con questo specifico orientamento interpretativo.

deadline per la presentazione delle proposte (titolo e abstract, max 1500 caratteri) a fabrizio.lollini@unibo.it, angelomaria.monaco@unive.it, gzanon@iuav.it | 15 maggio 2026
accettazione dei contributi | 30 maggio 2026
deadline per la consegna dei contributi | 10 settembre 2026
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori
i contributi sono accettati in lingua italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca

engramma 241 | novembre 2026 | archeologia aria acqua

a cura di Maddalena Bassani, Jacopo Tabolli

call e scadenze in via di elaborazione

engramma 242 | dicembre 2026 / gennaio 2027 | Simultan. Ingeborg Bachmann: il centesimo anno 

a cura di Matteo Iacovella, Camilla Miglio, Bernardo Prieto

Nel centenario della nascita di Ingeborg Bachmann (1926-1973), Engramma, in collaborazione con classicA-Iuav  e l’Università Sapienza di Roma, dedica un numero alla sua dimensione mediatica, intesa in senso ampio e interdisciplinareA partire dal titolo del suo famoso racconto Simultan, oggetto dell’esplorazione sono la natura simultanea e relazionale dell’arte e della vita, mettendo in dialogo scrittura, lingue, traduzione, musica, arti visive e media. Invitiamo a proporre contributi sui seguenti temi:

• Lingua, lingue, traduzione, poesia
• Musica e poesia
• Poesia e arti visive
• Scrivere e abitare lo spazio
• Scritture, oralità, performance e radiofonia
• Medialità del corpo, Bachmann icona mediatica
• Materialità della scrittura, frammentarietà, refuso, lapsus, cancellatura

Gli studiosi interessati sono invitati a proporre un loro contributo nella loro lingua madre – ITA, ENG, DE, FR, ES

deadline per la presentazione delle proposte (titolo e abstract, max 1500 caratteri) a camilla.miglio@uniroma1.it | 30 aprile 2026
accettazione dei contributi | 30 maggio 2026
deadline per la consegna dei contributi | 20 luglio 2026
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori

On the centenary of the birth of Ingeborg Bachmann (1926-1973), Engramma, in collaboration with classicA-Iuav and Sapienza University of Rome, dedicates an issue to her medial dimension, understood in a broad and interdisciplinary sense. Taking its cue from the title of her well-known short story Simultan, this issue explores the simultaneous and relational nature of art and life, bringing into dialogue writing, languages, translation, music, the visual arts, and media. We invite contributions on the following topics:
• Language, languages, translation, poetry
•  Music and poetry
• Poetry and the visual arts
•  Writing and inhabiting space
•  Writing, orality, performance, and radio
•  The mediality of the body; Bachmann as a media icon
•  The materiality of writing: fragmentation, typographical error, slip, erasure

Scholars are invited to submit contributions in their mother tongue – ITA, ENG, DE, FR, ES

deadline for submitting proposals (title and abstract of max. 1500 characters, in Italian or English) to camilla.miglio@uniroma1.it | April 30th 2026
notification of acceptance of papers | May 30th 2026
deadline for submitting papers | July 20th 2026
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author

engramma 243 | febbraio 2027 | Pasolini e lo spazio dell’alterità

a cura di Lisa Gasparotto e Paolo Desogus

Il volume è la sintesi di una riflessione, condivisa dagli autori in sedi diverse (convegni, seminari, Scuola Pasolini), attorno al tema dell'alterità e dello spazio nell’opera pasoliniana. I saggi indagano l’opera di Pasolini con particolare attenzione agli scritti teorici sulla poesia popolare, alle opere letterarie (poesia, romanzi e racconti di viaggio) e alla produzione cinematografica, ai documentari, da cui è possibile estrarre gli strumenti per analizzare le forme espressive della scoperta pasoliniana dell'altro da sé, come ad esempio i dialetti, le parlate, gli artifici stilistici e le forme narrative (regresso, discorso indiretto libero, appunti). Da questi scritti emergeranno sia le connessioni poetiche, politiche ed esistenziali che Pasolini ha intrattenuto con le classi popolari (i contadini, friulani, i borgatari romani, i gruppi sociali dei paesi del terzo mondo) e sia i modi e le forme attraverso cui tale rapporto con l'alterità e la spazialità è stato coltivato sotto l’influsso degli studi demologici, etnografici e antropologici. 

numero a inviti

engramma 244 | marzo 2027 | Playing Mnemosyne

a cura di Bernardo Prieto e Lucamatteo Rossi

Dal 6 gennaio 2027 sarà online una nuova edizione digitale del Bilderatlas Mnemosyne di Aby Warburg, frutto della ricerca del Seminario Mnemosyne del centro studi classicA Iuav: questa la presentazione del sito dedicato www.mnemosyne-atlas.studio che sarà accessibile a tutti i lettori della rivista “Engramma”.

Il progetto del nuovo Atlante digitale presenta lo stato degli studi, così come si è articolato e strutturato in più di vent’anni di ricerca, le visualizzazioni delle immagini alla miglior risoluzione disponibile, la navigazione tra le tavole, l’incrocio tra le opere e i testi di Warburg: l’obiettivo è consentire di analizzare e incrociare dati diversi, di sperimentare nuovi montaggi e di formulare interrogazioni da porre alle varie soglie del labirinto-Mnemosyne.

Il numero 244 Playing Mnemosyne raccoglierà saggi, ricerche concluse o in corso, e la restituzione di percorsi elaborati a partire dalla nuova piattaforma.

“Vinculum ligat spiritum maxime per visum, auditum, per imaginationem” – così scriveva Giordano Bruno richiamando l’intreccio sinestetico di vista udito immaginazione, necessario per nutrire e allenare gli organi dello spirito e dell’intelligenza: l’Atlante Mnemosyne è un campo in cui questo esercizio può essere messo alla prova.

A chi vorrà partecipare a questo serissimus ludus chiediamo di darci un riscontro mandando proposte di contributi in forma di segni, tracce, illuminazioni, commenti. Chi intende fare una proposta per il numero scriva a Lucamatteo Rossi e avrà, già da ora, un accesso anticipato alla piattaforma: i limiti e gli errori individuati orienteranno i miglioramenti dell’edizione dell’Atlante digitale. “Giocando a Mnemosyne” contribuiremo così al potenziamento della sezione di Engramma mnemosyne–atlas.studio. Contemporaneamente nel numero Playing Mnemosyne pubblicheremo i contributi che saranno selezionati sulla base della capacità di dare espressione, in forma compiuta di contributo scientifico, alle domande e alle esigenze funzionali alla ricerca, nonché alle nuove prospettive di approfondimento e di studio che l’edizione dell’Atlante digitale consente di realizzare.

deadline per la presentazione dei contributi da inviare a lucamatteo rossie a bernardo prieto | 18 gennaio 2027
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori

From 6 January 2027 a new digital edition of Aby Warburg’s Bilderatlas Mnemosyne will be online, the outcome of the research carried out by the Seminario Mnemosyne of the classicA Iuav research centre: what follows is the presentation of the dedicated website https://www.mnemosyne-atlas.studio, which will be accessible to all readers of the journal “Engramma”.

The project for the new digital Atlas presents the state of scholarship as it has developed and taken shape over more than twenty years of research, the images at the best available resolution, navigation across the panels, and the cross-referencing of the works with Warburg’s writings: the aim is to make it possible to analyse and cross-reference different kinds of data, to experiment with new montages and to formulate questions to put to the various thresholds of the Mnemosyne labyrinth.

Issue 244, Playing Mnemosyne, will bring together essays, completed or ongoing research, and accounts of paths developed from the new platform.

“Vinculum ligat spiritum maxime per visum, auditum, per imaginationem” – so wrote Giordano Bruno, recalling the synaesthetic interweaving of sight, hearing and imagination needed to nourish and train the organs of the spirit and of the intellect: the Mnemosyne Atlas is a field in which this exercise can be put to the test.

We ask all those who wish to take part in this serissimus ludus to send us their feedback in the form of proposals for contributions: signs, traces, illuminations, comments. Anyone wishing to submit a proposal for the issue should write to Lucamatteo Rossi and will be given early access to the platform straight away: the limitations and errors they identify will guide improvements to the edition of the digital Atlas. By “Playing Mnemosyne” we will thus help to strengthen the Engramma section mnemosyne–atlas.studio. At the same time, in the issue Playing Mnemosyne we will publish the contributions selected for their capacity to give expression, in the finished form of a scholarly contribution, to the questions and needs that matter for research, as well as to the new perspectives for further investigation and study that the edition of the digital Atlas makes possible.

deadline for the submission of papers to be sent to lucamatteo rossiand bernardo prieto | 18 January 2027
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author

engramma 245 | aprile 2027 | Drammaturgia dell’azione sospesa

a cura di Lucamatteo Rossi e Daniela Sacco

La sospensione è quel momento in cui un’azione indugia prima di compiersi. Il corpo, la sensazione, l’impulso sembrerebbero convergere verso l’azione, che invece si arresta in bilico sul proprio compimento dando forma al gesto. Il gesto trattenuto sembra piu eloquente del gesto compiuto, e l'attimo in cui rimane sospeso, raggiungendo la sua densità più alta, sembra dischiudere la qualità propria della dimensione teatrale.

Nel Laocoonte (1766) Lessing individua nel “momento pregnante” (fruchtbarer Moment) il principio delle arti figurative, ossia quel frangente da cui meglio si visualizza ciò che precede e ciò che segue l’azione in quanto capace di innescare il potere dell’immaginazione. Il marmo del gruppo del Laocoonte sospira, e per questo si può udirlo gridare; Timomaco dipinge Medea negli attimi che precedono l'infanticidio e ne mostra il conflitto intero, l'amore materno in lotta con la gelosia. Ed è proprio Medea la figura per la quale Warburg utilizza il termine Besonnenheit che intravede nel conflitto tra l'azione e il suo contenimento, nello spazio del pensiero tra l’impulso e l’espressione. 

Il teatro predrammatico e drammatico sembrano riconoscere questo momento come elemento eminentemente drammaturgico. Nelle Coefore Oreste chiede: “Pilade, che farò? Devo avere timore e non uccidere mia madre?”. Il trattato di danza di Domenico da Piacenza (De arte saltandi, sec. XV) ne fissa la figura nel phantasma: il danzatore, compiuto il movimento, si fa “tutto di piedra in quello instante et in instante mitti ale como falcone”; pietra e volo sono simultanei. A sua volta Amleto sguaina la spada su Claudio orante e l'annuncio dell'atto – “And now I’ll do’t” – coincide con il suo differimento; il gesto, dichiarato, si trattiene. 

Walter Benjamin, acuto interprete del teatro di Brecht, osserva come l’interruzione sia uno dei procedimenti fondamentali di ogni strutturazione della forma, e individua nel gesto l’esito dell’interruzione dell’azione. Lo sguardo volto al postdrammatico – se si accoglie il discrimine introdotto da Hans Thies-Lehmann – chiede allora di indagare il valore drammaturgico della sospensione nel contemporaneo, nella dimensione performativa, procedendo oltre la distinzione posta da Lessing tra poesia e arti visive. Ne scaturiscono alcune domande: in che termini la sospensione è un meccanismo drammaturgico? E in che modo la drammaturgia della sospensione può continuare ad agire un senso in seno alle pratiche del teatro contemporaneo? Le pause, i silenzi, le esitazioni sono elementi costitutivi della sospensione? Come si scrive, come si mette in scena e come si trasmette oggi un momento di sospensione?

deadline per la presentazione dei contributi da inviare a lucamatteo rossi e a daniela sacco | 30 novembre 2026
accettazione dei contributi | 10 dicembre 2026
deadline per la consegna dei contributi | 24 gennaio 2027
procedure redazionali | norme redazionali per gli autori

Suspension is the moment in which an action lingers on the threshold of its own completion. Body, sensation and impulse all seem to converge upon the act, which instead comes to a halt, poised on the verge of fulfilment, and in halting takes shape as gesture. The withheld gesture appears more eloquent than the one carried through; and the instant in which it hangs suspended, at its point of greatest density, seems to disclose what is most properly theatrical.

In the Laocoön (1766), Lessing locates the principle of the visual arts in the “pregnant moment” (fruchtbarer Moment): the single instant from which what precedes and what follows the action can best be grasped, since it is the one that sets the imagination to work. The marble Laocoön sighs, and for that very reason we can hear him scream; Timomachus paints Medea in the moments before the infanticide and thereby shows her conflict whole, maternal love at war with jealousy. And it is Medea, in turn, to whom Warburg applies the term Besonnenheit, which he discerns in the conflict between action and its restraint, in the space for thought (Denkraum) that opens between impulse and expression.

Pre-dramatic and dramatic theatre alike seem to recognise this moment as an eminently dramaturgical element. In the Libation Bearers Orestes asks: “Pylades, what shall I do? Shall I shrink in awe from killing my mother?” Domenico da Piacenza's dance treatise (De arte saltandi et choreas ducendi, fifteenth century) fixes its figure in phantasma: having completed a movement, the dancer becomes “tutto di piedra in quello instante et in instante mitti ale como falcone” – all stone in that instant, and in an instant taking wing like a falcon. Stone and flight are simultaneous. Hamlet, for his part, draws his sword over the praying Claudius, and the announcement of the act – “And now I'll do't” – coincides with its deferral: the gesture, once declared, is held back.

Benjamin, Brecht's most acute interpreter, observes that interruption is one of the fundamental procedures of all form-giving, and identifies gesture as the outcome of interrupted action. Looking towards the postdramatic – if we accept the watershed proposed by Hans-Thies Lehmann – therefore invites an inquiry into the dramaturgical value of suspension in contemporary theatre and performance, moving beyond the boundary Lessing drew between poetry and the visual arts. Several questions follow. In what sense is suspension a dramaturgical mechanism? How can a dramaturgy of suspension continue to generate meaning within contemporary theatre practice? Are pauses, silences and hesitations constitutive elements of suspension? How is a moment of suspension written, staged and transmitted today?

deadline for the submission of proposals (title and abstract of max. 1500 characters, to lucamatteo rossi and daniela sacco  | November 30th 2026
notification of acceptance of papers | December 10th 2026
deadline for submitting papers | January 24th 2027
Policy and Editorial Procedures | Editorial Guidelines for Author

Nota sulle procedure di invio dei contributi e fasi redazionali

Engramma si avvale di un International Advisory Board composto da studiosi di fama internazionale di Humanity Studies: scienze dell’antichità, storia dell’arte, architettura, filosofia, antropologia, storia del teatro e del cinema. I contributi pubblicati da Engramma (edita con cadenza mensile), sono selezionati dal Comitato editoriale mediante call for papers, inviti individuali e proposte degli autori e, dopo il primo giudizio redazionale, sono sottoposti a valutazione mediante peer review a doppio cieco. Le proposte di saggi da pubblicare in Engramma vanno inviate a classica@iuav.it o all’indirizzo email dei curatori dei numeri in programma.

I saggi devono essere consegnati in un formato conforme alle Norme redazionali per gli autori. Dopo la consegna, il saggio è sottoposto alle Procedure e alle fasi di redazione. La pubblicazione avviene secondo le norme del Codice etico adottato dalla Rivista.