"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

Elemental Venice

Presentazione del numero Engramma 220, gennaio 2025

a cura di Camilla Pietrabissa e Simona Arilotta

Baracchini rossi, segnaletica, app, tracciamento. Un nuovo sistema di percorsi obbligati, pedaggi e scannerizzazioni cambiano l’accesso alla città di Venezia: voi non siete ancora qui. A distanza di un anno dalla pubblicazione di Elemental Venice, siamo chiamati a chiederci in che modo queste nuove forme dell’assemblaggio-laguna trasformano l’ambiente mediale della città. Per difendere Venezia, è davvero necessario, ancora una volta, produrre nuove forme di controllo del territorio e del tessuto urbano, tecnologie di mediazione in grado di mettere ‘al sicuro’ la città?

Cerniera tra Oriente e Occidente, ‘Venezia città aperta’ diventa adesso spazio regolato e amministrato, in cui la gestione degli scambi tra interno ed esterno coincide con una ri-definizione della stessa esperienza urbana. Le nuove infrastrutture mediali – ancorché invisibili – non sono poi così leggere, né temporanee; sono invece reti capillari e costose che producono una nuova città. Se Elemental Venice indagava la capacità degli agenti atmosferici, della flora, della fauna, e degli elementi naturali di farsi media, oggi questi elementi appaiono ri-medializzati dal controllo. Molti contributi utilizzavano l’analisi archeologica e di lungo periodo, considerando il carattere adattivo dell’infrastruttura urbana e il suo miglioramento nei secoli. Sarebbe interessante riflettere oggi, a solo due anni di distanza, sullo sfruttamento della condizione insulare di Venezia per un esperimento di controllo sociale su larga scala. Quali nuove reciprocità tra media e ambiente, ora che l’ambiente è pervaso da una nuova infrastruttura? Venezia si mostra ancora come campo di tensione metodologica, luogo dove si può provare a produrre un pensiero sui media che metta in relazione tecnologia e ambiente, immagine e immaginario.

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English abstract

This presentation revisits the themes explored in “Elemental Venice” (Engramma, no. 220, 2025), reflecting on how the recent introduction of access-control systems, digital tracking technologies, mandatory routes, and tourist management infrastructures is reshaping the media environment of Venice. One year after the publication of the issue, the city appears increasingly configured through networks of regulation and monitoring that redefine not only mobility and access but the very experience of urban space. While Elemental Venice investigated the capacity of atmospheric phenomena, flora, fauna, and natural elements to function as media, the current condition suggests a process of re-mediation in which environmental relations are increasingly mediated by technological systems of control. Venice, historically celebrated as an open city and a point of exchange between East and West, becomes a privileged site for examining the intersection of media, environment, and governance. The presentation asks whether the protection of the city necessarily entails new forms of territorial control and explores how the lagoon’s insular condition has enabled the development of unprecedented socio-technical infrastructures. In doing so, Venice emerges once again as a methodological laboratory for thinking about the reciprocal relationship between technology and environment, material infrastructures and imaginaries, media systems and urban life.

keywords |  Venice; Media Infrastructure; Environmental Media; Urban Control.

questo numero di Engramma è a invito: la revisione dei saggi è stata affidata al comitato editoriale e all'international advisory board della rivista

Per citare questo articolo / To cite this article: "Elemental Venice". Presentanzione del numero Engramma 220, gennaio 2025, a cura di Camilla Pietrabissa e Simona Arilotta, “La Rivista di Engramma” n. 234, primavera/estate 2026.