Il 16 aprile 2026, nell’ambito delle celebrazioni del Centenario dell’Università Iuav di Venezia, si è inaugurata al Magazzino 6 di Santa Marta la mostra “100 disegni per 100 anni”, curata da Gabriella Liva, Marzia Marandola e Gundula Rakowitz.
Fra i cento interessanti disegni, di mano dei professori susseguitisi negli anni all’Iuav, raccolti nella mostra, si possono trovare alcune pur rare testimonianze d’esercizio di ironia attraverso l’espressione grafica da parte degli autori, che qui ho voluto riprodurre: sono disegni di Egle Renata Trincanato, Paolo Ceccarelli, Luciano Semerani, Gianni Fabbri e Giorgio Camuffo; in certo modo ripercorrono secondo la “corda ironica” – per parafrasare Pirandello – l’intera vicenda centenaria dell’Iuav.

1 | Egle Renata Trincanato, Figura femminile con mantello, stivali e cappello, schizzo, inchiostro di china su carta a righe, firma autografa, 20x15 cm., 1929. Archivio Progetti Iuav, fondo Egle Renata Trincanato.

2 | Paolo Ceccarelli, Il giorno del congresso, schizzo, inchiostro di penna blu su carta, 29,7x21 cm., s.d., Iuav Archivio di Ateneo.
Il disegno di Egle Renata Trincanato [Fig. 1], risalente al 1929, ritrae con complice ironia una figura femminile di cui non si scorge il volto, concentrandosi sull’eccentrico abbigliamento. Al centro del disegno compare un punto interrogativo, che aggiunge un’aura di mistero. Dalla firma “Auto Egle” parrebbe doversi dedurre si tratti di un giocoso autoritratto dell’allora giovanissima studentessa, divenuta poi la carismatica antesignana delle docenti d’architettura a Venezia e in tutta Italia, a tutti nota come la “dottoressa” (così soleva designarla in primis Giuseppe Samonà, il “professore”). Noblesse oblige.
Il disegno di Paolo Ceccarelli [Fig. 2], direttore dell’Iuav dal 1982 al 1991, è un rapido schizzo che racconta con toni caricaturali un’animata discussione tra “soloni dell’urbanistica” nel corso di un congresso internazionale in Francia (a St. Paul de Vance, stando alla carta intestata su cui è vergato). La figura al centro sembra lo stesso Ceccarelli, che pare assumere su di sé la responsabilità delle conclusioni cui il consesso è pervenuto.
Il disegno di Luciano Semerani [Fig. 3] è riferito al suo progetto (e di Gigetta Tamaro) di una cappella per il Sacro Monte di Arona, del 1992 e riguarda, oltre l’architettura ottagonale della cappella, un ciclo di figure da affrescarsi nella cappella medesima, che corrono – in un affastellarsi giocoso, quasi carnevalesco, memore del gusto popolaresco spesso presente nelle tradizionali manifestazioni della spiritualità barocca – dal peccato originale di Adamo ed Eva all’Annunciazione a Maria, alla Tentazione del Diavolo, alla Resurrezione di Cristo, fino alla Sindone, aggiungendovi le figure dei Santi Pietro, Francesco e Carlo Borromeo; il tutto autografato “Luciano Semerani, arch., pitt.”
Il disegno–collage di Gianni Fabbri [Fig. 4], originariamente più maliziosamente intitolato “C’era una volta l’Iuav”, datato 2010, fa parte di una collezione di disegni molto privati, al titolo “Sguardi sulla vita, sull’arte e sul mondo”, che Fabbri ha esposto di recente in una bella mostra alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro (2025) e raccolto in un catalogo allo stesso titolo. Per quell’occasione mi fu richiesto dallo stesso Fabbri – assieme ad altri amici e colleghi – di scrivere un breve contributo al catalogo, che intitolai non casualmente “Ti ho disegnato per ironia” e che si concludeva così:
Una breve speciale postilla merita – per noi reduci di uno Iuav un tempo orgogliosamente faro costantemente acceso per i naviganti dell’architettura – il disegno intitolato “C’era una volta l’Iuav”, un piccolo pantheon di eminenti figure, tra cui spiccano sulla soglia Giuseppe Samonà, accompagnato da Frank Lloyd Wright, che sta per entrare in scena, mentre un Le Corbusier vagamente distratto, nella finestra accanto, come pure – alle altre finestre del pianoterra – i vari Scarpa, Aymonino e Rossi, tutti appaiono attratti da qualche ignoto avvenimento in fondo a sinistra. Certamente non l’attesa rivoluzione, rossa o non rossa, ma chissà! Forse – come avrebbe sussurrato Carlo Aymonino – tutti semplicemente “preoccupati per l’architettura”. Il più disincantato, quasi divertito, sembra stranamente Gianugo Polesello, mentre – al piano superiore – Manfredo Tafuri, sigaro in mano, sembra bofonchiare con la sua voce profonda “ma non basta! L’architecture est morte, vive l’architecture!”. Manca Cacciari, ma forse era già impegnato in qualche talk–show televisivo. C’era una volta… l’Iuav.
Infine, il disegno di Giorgio Camuffo [Fig. 5], è un ultimo ironico omaggio all’Iuav centenario, appositamente realizzato per la mostra. Racconta giocosamente e affettuosamente le luci e ombre della vicenda autobiografica vissuta dal designer veneziano nell’Iuav prima e nella facoltà di design di Bolzano poi. Il racconto prende l’avvio dalla fascinazione determinata dalla frequenza quale studente al magistrale corso di Storia dell’architettura dedicato a “Vienna rossa” nel 1975-76 da Manfredo Tafuri (il “mago barbuto” ritratto in primo piano a sinistra), mentre da un quadretto sul muro di fondo occhieggia un altro maestro carismatico, Carlo Scarpa, allora direttore della scuola. Continua poi con l’entusiasmante esperienza di docente e direttore del corso di laurea di design della comunicazione compiuta nei primi anni 2000 nella neonata facoltà di design e arti dell’Iuav, grazie ai buoni uffici di Sergio Polano e Marco De Michelis, nella primigenia sede ospitata a Treviso nel Collegio vescovile Pio X (e qui rappresentata dal ritratto del papa Sarto, poi Santo, e da una delle alte torri in giunco realizzate sulla spiaggia degli Alberoni, assieme a De Lucchi, con gli studenti Iuav, nel 2007-08). Termina con la gustosa rappresentazione di una mascotte del progetto Design for Children, mentre disegna una veduta di piazza Walther a Bolzano, a ricordo del dorato esilio presso la Libera Università di Bolzano, durato dal 2011 fino al 2025.

3 | Luciano Semerani, Progetto di cappella centrica al Sacro Monte di Arona, disegno, inchiostro di china, matita, colori a cera su carta, 89x100 cm. [1992], Università Iuav di Venezia, Archivio Progetti, fondo Studio Architetti Semerani-Tamaro.

4 | Giovanni Battista Fabbri, Docenti dell’Università Iuav di Venezia, collage, inchiostro di china, matita e fotografie su carta, firma autografa, 75x106 cm., 2010, Archivio Progetti Iuav, fondo Giovanni Battista Fabbri.

5 | Giorgio Camuffo, Iuav ti voglio bene, My Iuav, disegno, matita su carta, 33,5x43,5 cm, 2026, collezione privata.

6 | Carlo Aymonino, Giustizia per gli anziani, fotomontaggio b/n, 33x23 cm. s.d., Collezione Archivio Progetti.
A tali disegni presenti in mostra, mi è parso importante accostare due analoghe testimonianze grafiche del docente (e direttore Iuav, dal 1974 al 1979) che ricordo essere stato certamente il più dotato di una sottile, a volte caustica, ironia (ma anche di altrettanta autoironia): Carlo Aymonino. Nel 2026 cadono anche cent’anni dalla sua nascita.
Il primo è un piccolo collage [Fig. 6], eseguito con il ritaglio di un articolo di giornale (presumibilmente “L’Unità”) dal titolo “Giustizia per gli anziani”, cui Aymonino giustappose una sua fotografia che lo ritrae seduto sulla panchina di un giardinetto, e che – regolarmente incorniciato – costituì il suo ironico lascito a chiusura del suo mandato nel 1979 per la galleria di ritratti della sequenza dei rettori (o meglio direttori) di quello che allora era ancora denominato Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
Il secondo [Fig. 7] fa parte di una serie di disegni a penna, datati fra il 1977 e il 1978, con cui lo stesso Aymonino si autoritrasse, con il solito spirito irridente ma anche con una punta di malinconia, sullo sfondo di alcune sue opere, tutti intitolati “Autoritratto preoccupato per l’architettura”.
Infine, cedendo a un impulso narcisistico, ho aggiunto un veloce ritratto [Fig. 8] che mi fece, durante un consiglio di facoltà degli anni ’90, Arrigo Rudi, autore di una sterminata galleria di ritratti estemporanei dei colleghi Iuav. Ricordo che – prima di consegnarmelo – notando come il mio viso gli fosse risultato un po’ troppo giovanile, vergò a lato la scritta: “Bocchi al Liceo”.

8 | Arrigo Rudi, Bocchi al Liceo, disegno a penna su carta, 14x10 cm, collezione privata.

7 | Carlo Aymonino, Autoritratto preoccupato per l’architettura, disegno a matita su carta, 85x64 cm, collezione privata.
English abstract
On April 16, 2026, as part of the celebrations for the Centenary of the Iuav University of Venice, the exhibition “100 Drawings for 100 Years” was inaugurated at Magazzino 6 in Santa Marta, curated by Gabriella Liva, Marzia Marandola, and Gundula Rakowitz. Among the hundred interesting drawings by the professors who have taught at Iuav over the years, some rare examples of playful irony expressed through extemporary drawings can be found. I chose to share them here: they are drawings by Egle Renata Trincanato, Paolo Ceccarelli, Luciano Semerani, Gianni Fabbri, Aldo Aymonino, and Giorgio Camuffo; in a way, they retrace, according to the “ironic thread” – to paraphrase Pirandello – the entire hundred-year history of the university.
keywords | Iuav University of Venice; Ironic thread; Drawing; Exhibition.
Per citare questo articolo / To cite this article: Renato Bocchi, Iuav. Cento di questi cent’anni, “La Rivista di Engramma” n. 237, luglio 2026.
Per citare questo articolo / To cite this article: Renato Bocchi, Iuav. Cento di questi cent’anni, “La Rivista di Engramma” n. 237, luglio 2026, pp. xx–yy | PDF dell’articolo